Rapita
dall'odore delle primule
di un dì lontano
affogato nel tempo,
posasti le forme
sul prato inginocchiato.
E ricordo ancora
il vento
ad accarezzarti,
mani tremanti
a sfidare le correnti
e il volo plebeo
di vespe alticce
nell'aperitivo
della sera.
Guerra e infanzia,
connubio innato
a lambire verità
senza attecchire
come mosche
su marmellata
scaduta ormai da tempo.
Gli anni passano
con tutta la loro
invincibile
corazza di stenti.
domenica 23 settembre 2007
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