Partire
e tornare
a mani piene
d’acqua,
gocce
che filtrano
le dita
disegnando
sul terreno
vie incerte
e cuori sterili,
agognando
idrorepellenza
per non lasciarti
andare
ora che ti stringo
e me ne bagno,
poiché
non v’è nulla
che nel tuo cielo
un sole
a me straniero
non possa asciugare.
sabato 7 febbraio 2009
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